emballage boulangerie

Dal 1° gennaio 2025, le panetterie e pasticcerie francesi sono soggette a nuove modalità riguardanti la gestione degli imballaggi. Spesso percepita come una “nuova tassa”, si tratta in realtà di un’evoluzione del contributo alla Responsabilità Estesa del Produttore (REP), regolata dalla legge contro lo spreco per un’economia circolare (AGEC). L’obiettivo è semplice: far partecipare finanziariamente i professionisti che immettono imballaggi sul mercato al finanziamento del loro riciclo, semplificando al contempo le procedure amministrative.

Cos’è l’eco-contributo sugli imballaggi?

Il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (REP) si basa sull’idea del “chi inquina paga”. In pratica, ogni professionista che utilizza imballaggi per vendere i propri prodotti ai consumatori finali è considerato un “immettitore sul mercato” e deve quindi contribuire alla gestione del fine vita di tali imballaggi. Questo riguarda un gran numero di contenitori utilizzati quotidianamente in panetteria: sacchetti per baguette, sacchetti per prodotti da forno, scatole per dolci, bicchieri, ecc.

Questa obbligazione non è nuova, esiste in Francia dal 1993. Tuttavia, le nuove disposizioni della legge AGEC, in vigore dal 1° gennaio 2025, mirano a semplificare il sistema per gli artigiani e a rafforzare l’efficacia della raccolta differenziata e del riciclo.

Come mettersi in regola?

Per rispettare la normativa, i panettieri devono seguire una procedura precisa:

  1. Adesione a un eco-organismo autorizzato: La maggior parte degli artigiani si rivolge ad Adelphe, filiale di Citeo, uno degli eco-organismi autorizzati dallo Stato per la filiera degli imballaggi domestici. Questa adesione è indispensabile per gestire i propri obblighi.
  2. Ottenere un Identificativo Unico (IDU): Una volta effettuata l’adesione, l’eco-organismo si occupa delle pratiche presso l’Agenzia per la Transizione Ecologica (ADEME) per fornire un Identificativo Unico. Questo identificativo attesta la conformità.
  3. Dichiarare gli imballaggi e pagare il contributo: Ogni anno è necessario dichiarare le quantità di imballaggi distribuiti. È sulla base di questa dichiarazione che viene calcolato l’importo del proprio eco-contributo. Questa dichiarazione si aggiunge ad altri obblighi normativi in panetteria, come l’etichettatura dei prodotti in panetteria.

Quali sono i metodi di dichiarazione?

Per facilitare la vita degli artigiani, sono proposte due opzioni di dichiarazione:

  • Dichiarazione semplificata: È la soluzione più semplice e più utilizzata. Consiste nel pagare un contributo forfettario basato sul numero di passaggi in cassa. Per i panettieri-pasticceri, questa somma è stata fissata a 0,0075 € per passaggio in cassa. Basta moltiplicare il numero di clienti annui per questa tariffa per conoscere l’importo del contributo.
  • Dichiarazione reale: Questo metodo, più complesso, richiede di dichiarare il peso e il tipo di ogni imballaggio immesso sul mercato. Può essere interessante per le panetterie che usano pochi imballaggi o imballaggi particolarmente leggeri.

Qual è il costo reale per una panetteria?

L’eco-contributo rappresenta un costo modesto per gli artigiani. Per esempio, una panetteria che registra 100.000 passaggi in cassa all’anno (circa 330 clienti al giorno su 300 giorni di apertura) dovrà versare un contributo annuale di 750 € (100.000 x 0,0075 €). Questo rappresenta circa lo 0,24% del fatturato medio di una panetteria. Per le microimprese che immettono sul mercato meno di 10.000 unità di vendita al consumatore (UVC), si applica un forfait annuo di 80 euro al netto di IVA.

Quali sono le sanzioni in caso di mancato rispetto?

Si consiglia vivamente di mettersi in regola rapidamente, poiché le sanzioni possono essere pesanti. Il mancato rispetto degli obblighi della REP espone i professionisti a una multa amministrativa fino a 30.000 €. A ciò si può aggiungere una penalità di 7.500 € per tonnellata o per unità di prodotto non dichiarato.

In sintesi, sebbene il termine “tassa” possa destare preoccupazione, questo eco-contributo è soprattutto una semplificazione amministrativa di un obbligo già esistente. Mira a responsabilizzare tutti gli attori economici nella gestione dei rifiuti e a promuovere un’economia più circolare, una sfida importante per l’ambiente.

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