Cellule de refroidissement rapide professionnelle en inox ouverte avec grilles de pâtisseries individuelles sur plaques gastronormes,

La cella di raffreddamento rapido è diventata un’attrezzatura indispensabile nella pasticceria professionale e nella produzione agroalimentare. Infatti, consente di portare un prodotto da una temperatura interna di +63 °C a +10 °C in meno di due ore, un requisito normativo imposto dal metodo HACCP. Tuttavia, un aspetto viene spesso trascurato: anche lo stampo utilizzato subisce questo brusco shock termico. Ora, non tutti i materiali resistono allo stesso modo a questi ripetuti sbalzi di temperatura.

In pratica, uno stampo non adatto può incrinarsi, deformarsi o perdere le proprie proprietà nel corso dei cicli di riscaldamento e raffreddamento. Questa guida spiega il funzionamento di una cella di raffreddamento rapido, cosa succede ai vostri stampi durante lo shock termico e come scegliere un materiale in grado di sopportare queste sollecitazioni nella produzione intensiva.

OBIETTIVO Comprendere l’impatto dello shock termico di una cella di raffreddamento rapido sugli stampi e scegliere un materiale resistente ai ripetuti cicli di caldo-freddo.

Raffreddamento positivo conforme alla normativa
da +63 a +10 °C
in meno di 2 ore (Decreto del 21 dicembre 2009)
Ciclo di surgelazione
-18 °C
Da +63 °C a -18 °C in 4 ore (Fonte: Frigolog)
Zona di pericolo batterico
Da +10 a +63 °C
Rapida proliferazione microbica (HACCP)
Intervallo termico Silmaé
Da -40 a +280 °C
Silicone al platino (Fonte: Maé Innovation)

Che cos’è una cella di raffreddamento rapido e perché utilizzarla?

Una cella di raffreddamento rapido è una camera refrigerata con una potenza frigorifera molto elevata, in grado di abbassare molto rapidamente la temperatura di un prodotto caldo grazie alla circolazione forzata di aria fredda. Infatti, l’aria convogliata raggiunge generalmente temperature comprese tra -15 e -20 °C, il che consente un raffreddamento molto più rapido rispetto a una cella frigorifera tradizionale. In questo modo, la cella soddisfa un preciso obbligo normativo in materia di sicurezza alimentare.

In concreto, la normativa impone un obbligo di risultato. Secondo il decreto del 21 dicembre 2009, il raffreddamento deve essere effettuato in modo tale che la temperatura al cuore del prodotto non rimanga compresa tra +63 °C e +10 °C per più di due ore. Infatti, questo intervallo è denominato «zona di pericolo» nell’HACCP, poiché è lì che i batteri patogeni si moltiplicano più rapidamente. Di conseguenza, superare rapidamente questa soglia è un punto critico per il controllo sanitario.

Raffreddamento positivo e ciclo di surgelazione

Una cella frigorifera offre generalmente due tipi di cicli. Innanzitutto, il raffreddamento positivo porta il prodotto da +63 °C a +10 °C (o addirittura a +3 °C) al centro in meno di due ore, per una conservazione di breve durata in frigorifero. Successivamente, il ciclo di surgelazione abbassa la temperatura da +63 °C a -18 °C al centro, in genere in quattro ore, per una conservazione a lungo termine. Inoltre, una volta raggiunta la soglia di +10 °C, i prodotti devono essere conservati in una cella a una temperatura compresa tra 0 °C e +3 °C.

📌 Da ricordare: è lo sbalzo brusco a indebolire il materiale, non solo il freddo

Uno stampo che entra caldo in una cella subisce un forte shock termico in pochi minuti. Infatti, non è il freddo di per sé a indebolire un materiale, ma l’ampiezza e la bruschezza dello sbalzo termico, ripetute ciclo dopo ciclo. Pertanto, un materiale non adatto può incrinarsi o deformarsi progressivamente, mentre un materiale progettato per queste sollecitazioni rimane stabile.

Cosa succede agli stampi in caso di shock termico

Quando uno stampo passa rapidamente da una temperatura elevata a una temperatura negativa, il materiale subisce sollecitazioni meccaniche interne. Infatti, la maggior parte dei materiali si dilata con il calore e si contrae con il freddo. Di conseguenza, un passaggio brusco dal caldo al freddo provoca una rapida contrazione che può indebolire un materiale non adatto.

In pratica, in caso di cicli ripetuti in produzione intensiva, un materiale inadatto può presentare diversi problemi. Innanzitutto, possono comparire microfessurazioni che si aggravano nel corso dei cicli. Inoltre, una deformazione progressiva può compromettere la precisione delle impronte. Inoltre, un materiale poroso o deteriorato trattiene maggiormente i residui, il che pone un problema di igiene. Pertanto, la scelta del materiale dello stampo non è un dettaglio: determina la durata degli stampi e la costanza della produzione.

L’intervallo termico del materiale è il criterio chiave

Per resistere sia alla cottura che al passaggio nella cella di raffreddamento rapido, uno stampo deve coprire un ampio intervallo di temperatura. Infatti, se il materiale viene utilizzato vicino ai propri limiti, o oltre, si degrada più rapidamente. Ecco perché è necessario verificare che l’intervallo termico dichiarato dal produttore copra l’intero processo, dalla temperatura di cottura fino al congelamento.

Quali materiali resistono allo shock termico nelle celle di raffreddamento rapido?

Non tutti i materiali degli stampi sono uguali di fronte allo shock termico. In pratica, il criterio determinante è l’intervallo di temperatura sopportato e la capacità di resistere a ripetuti cicli caldo-freddo senza degradarsi.

Il silicone al platino per uso alimentare è tra i materiali più adatti a queste sollecitazioni. Infatti, mantiene la sua flessibilità a basse temperature, il che facilita la sformatura anche dopo la surgelazione, e resiste alle alte temperature durante la cottura. In questo modo, consente di passare direttamente dalla cottura alla cella di raffreddamento rapido senza dover trasferire il prodotto in un altro contenitore. Inoltre, la sua superficie non porosa limita la ritenzione di residui, un vantaggio per l’igiene in produzione.

📌 La cosa giusta da fare prima dell’acquisto

Verificate sistematicamente l’intervallo termico indicato dal produttore e assicuratevi che copra sia la temperatura di cottura che quella di congelamento. Infatti, uno stampo utilizzato entro i limiti del proprio intervallo termico dura più a lungo e mantiene le proprie proprietà ciclo dopo ciclo. Richiedete inoltre la scheda tecnica del materiale e la certificazione alimentare.

La soluzione Silmaé per i cicli ripetuti di riscaldamento e raffreddamento

Maé Innovation propone diverse gamme di stampi prodotti in Francia per la produzione professionale. Infatti, per i cicli intensivi di riscaldamento e raffreddamento e il passaggio in cella, la gamma Silmaé in silicone al platino è la più adatta: copre un intervallo termico compreso tra -40 °C e +280 °C, che comprende sia la cottura che il congelamento in cella di raffreddamento rapido.

In pratica, questo ampio intervallo consente di alternare cicli di caldo e freddo senza trasferire il prodotto. In questo modo, un dessert può essere cotto o lasciato solidificare e poi trasferito direttamente nella cella di raffreddamento rapido nello stesso stampo, semplificando il processo e riducendo le operazioni di manipolazione. Inoltre, il silicone al platino mantiene la sua flessibilità a freddo, facilitando la sformatura dei prodotti surgelati senza rotture. Per le altre esigenze di produzione, Maé propone anche le gamme Fibermaé (fibra di vetro siliconata) e termoformata, con proprietà adatte a ogni utilizzo.

Silmaé: la gamma Maé adatta ai cicli caldo-freddo intensivi
  • Intervallo termico da -40 °C a +280 °C: copre sia la cottura che la surgelazione
  • Silicone al platino per uso alimentare: stabile e certificato per il contatto con gli alimenti
  • Flessibilità a freddo: facile sformatura dei prodotti surgelati
  • Superficie non porosa: igiene e pulizia facilitate
  • Produzione francese, certificato UE e USA, possibilità di realizzazione su misura

Questa resistenza ai cicli di caldo e freddo è particolarmente utile per i dessert gelati e i prodotti surgelati. Per approfondire l’argomento, consulta la nostra guida sugli stampi in silicone per dessert gelati. Inoltre, nella produzione intensiva di prodotti da forno, valgono le stesse esigenze, come illustrato nel nostro articolo sulla panificazione industriale.

Utilizzate una cella di raffreddamento rapido?

Gli stampi Silmaé di Maé Innovation resistono ai cicli di caldo-freddo da -40 °C a +280 °C. Prodotti in Francia, certificati per uso alimentare secondo le normative UE e USA, disponibili a catalogo o su misura.

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Riepilogo: stampo e cella di raffreddamento rapido

Punto chiave Cosa occorre ricordare
Raffreddamento positivo Da +63 °C a +10 °C al centro in meno di 2 ore (obbligo di risultato)
Congelamento Da +63 °C a -18 °C al centro, in genere in 4 ore
Rischio per lo stampo Crepe, deformazioni, deterioramento se il materiale non è adatto
Criteri di scelta Intervallo termico che copra la cottura e la surgelazione
Soluzione Silmaé Silicone al platino da -40 °C a +280 °C, flessibile a freddo, certificato UE/USA

FAQ: cella di raffreddamento rapido e stampi

È possibile trasferire direttamente uno stampo in silicone dal forno alla cella di raffreddamento?
Sì, a condizione che lo stampo sia progettato per sopportare tale escursione termica. Un silicone platinico alimentare di qualità, come la gamma Silmaé (da -40 °C a +280 °C), copre sia la temperatura di cottura che quella di congelamento. Ciò consente di passare dalla cottura alla cella di raffreddamento nello stesso stampo, senza trasferire il prodotto. È sempre necessario verificare l’intervallo termico indicato dal produttore prima di concatenare questi cicli, per rimanere entro i limiti di utilizzo del materiale.
Qual è la temperatura per una cella di raffreddamento rapido?
Nel raffreddamento positivo, la cella porta il prodotto da +63 °C a +10 °C al centro in meno di due ore, conformemente al decreto del 21 dicembre 2009. Nel ciclo di surgelazione, abbassa la temperatura da +63 °C a -18 °C al centro, in genere in quattro ore. L’aria convogliata all’interno della cella raggiunge generalmente una temperatura compresa tra -15 e -20 °C per consentire questo raffreddamento rapido. Una volta raggiunta la soglia di +10 °C in modalità di raffreddamento positivo, i prodotti devono essere conservati a una temperatura compresa tra 0 °C e +3 °C.
Il silicone resiste a ripetuti cicli di caldo-freddo?
Il silicone al platino di qualità alimentare resiste bene ai cicli ripetuti di caldo e freddo, a condizione che rimanga entro il proprio intervallo termico. Gli stampi Silmaé, ad esempio, sono progettati per un intervallo compreso tra -40 °C e +280 °C e mantengono la loro flessibilità a basse temperature, facilitando la sformatura dei prodotti surgelati. È importante scegliere un silicone al platino, più stabile del silicone al perossido, e verificare l’intervallo termico indicato dal produttore per assicurarsi che copra l’intero processo.
Qual è la differenza tra cella positiva e cella negativa?
La cella positiva (raffreddamento rapido) porta il prodotto da +63 °C a +10 °C al centro in meno di due ore, per una conservazione di breve durata in frigorifero tra 0 °C e +3 °C. La cella negativa (congelamento rapido) scende fino a -18 °C al centro, in genere in quattro ore, per una conservazione di lunga durata nel congelatore. La differenza sta quindi nella temperatura finale desiderata e nell’uso: conservazione refrigerata a breve termine per la cella positiva, conservazione surgelata a lungo termine per quella negativa. Molte celle professionali offrono entrambi i cicli.
Come scegliere uno stampo compatibile con una cella di raffreddamento rapido?
Per scegliere uno stampo compatibile, verificate innanzitutto che il suo intervallo termico copra l’intero processo, dalla temperatura di cottura fino al congelamento. Successivamente, prediligete un materiale che mantenga la propria flessibilità a freddo per facilitare la sformatura dei prodotti surgelati, come il silicone al platino. Assicuratevi inoltre che la superficie sia non porosa per motivi igienici e richiedete la scheda tecnica del materiale e la certificazione alimentare. Infine, per la produzione intensiva, uno stampo resistente e adatto a cicli ripetuti riduce i costi di sostituzione nel lungo termine.

Produci con cicli intensivi di caldo-freddo?

La gamma Silmaé di Maé Innovation in silicone al platino resiste da -40 °C a +280 °C, per passare direttamente dalla cottura alla cella di raffreddamento senza trasferimento. Maé produce in Francia diverse gamme di stampi certificati per uso alimentare secondo gli standard UE e USA, sia a catalogo che su misura.

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